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Dalle Ande Agli Appennini e al Comune

 il Minuto | Torino, epicentro della regione Piemonte e prima capitale d’Italia nel 1861. Sede di una grande industrializzazione, è una delle tre città più ricche del paese, la sua popolazione ha accolto l’immigrazione, l’ha integrata e ne ha fatto una parte strategica per il suo sviluppo.

José Luis Tataje Meneses è arrivato lì dal Perù, ha promosso la cultura attraverso la musica, la danza e l’intrattenimento, è andato a scuola e ora aspira a diventare parte del governo locale.

Intervista: Carlo André Ayala | Corrispondente per El Minuto, Perù

I torinesi si recheranno alle urne il 3 e 4 ottobre di questo 2021per eleggere sindaco e assessori. L’ organizzazione politica ( Partito Democratico) di cui dirige la lista comunale, Stefano Lo Russo, ha incorporato José Luis per il grande contributo che si aspettano di ricevere da lui fin dalle sue presentazioni artistiche in Europa e la buona accoglienza da parte dei vari pubblici che lo hanno consacrato come un grande riferimento culturale e civile.

Torino è una città caratterizzata dalla sua buona esperienza con le comunità di immigranti e il mondo esterno, per questo motivo la città ha un gemellaggio con città come Bogotà( Colombia), Còrdova e Rosario (Argentina),Quetzaltenango (Guatemala) e Campo Grande ( Brasile), oltre ad altri provenienti da Europa, Asia e Nord America. E facile comprendere che la mentalità aperta al mondo ha permesso di stabilire legami di convivenza esemplare per il mondo.

Come sei arrivato a diventare cittadino di Torino ?

Nel mio caso l’ho ottenuta per la permanenza legale di oltre 10 anni entro i quali ho dimostrato stabile residenza, lavoro continuativo e contributi al sistema assicurativo. In Italia la cittadinanza si ottiene attraverso varie forme, sia per diritto di nascita che per matrimonio, tra le altre.

Quali sono gli insegnamenti che hai appreso in questa città ?

Quando sono arrivato dal Perù in Italia, in questa bellissima città di Torino, ovviamente ho percepito che mi trovavo di fronte a un’altra cultura, un’altra vita, con nuovi orizzonti e quindi con nuovi obiettivi da porsi. All’inizio – come per tutti è stato un cambiamento duro e difficile ma la costanza e la voglia di emergere mi hanno permesso di applicare disciplina e ordine, poi sono arrivati gli studi, la voglia di migliorarsi, così sono entrato all’Università degli studi di Torino per studiare scienze della comunicazione. Nel corso degli anni mi sono sentito integrato in questa classica cultura occidentale dove c’è molta storia di importanza mondiale.

Quali sono gli aspetti più straordinari di questa città ?

Torino è una città ricchissima di storia, ricca di cultura, che negli ha dato luogo all’integrazione di tante nazioni che hanno saputo formarsi grazie alla forte influenza amministrativa di questa metropoli. Allo stesso modo, questa città è riuscita a incorporare adeguatamente nella sua società civile i diversi gruppi di immigranti che sono arrivati nel suo territorio.

In che modo un immigrato contribuisce allo sviluppo di Torino ?

L’immigrato contribuisce quando assume l’ordine delle regole stabilite che la città detta con le sue leggi vigenti, quelle che stabiliscono il soggiorno legale e che consentono all’immigrato di vivere con serenità e di rispettare la tassa assicurativa, di diventare un cittadino attivo e integrato. Contribuiscono anche in modo molto speciale con i loro contributi culturali, la loro arte espressa nella musica, nella danza, nella pittura, anche nella gastronomia e nel turismo. Allo stesso modo, contribuiscono con le loro comunità in impulsi di sviluppo.

Come è nata la candidatura al Comune o Consigliere comunale a Torino ?

E stato grazie al lavoro che ho sviluppato attraverso eventi culturali, come presentazioni musicali e artistiche a cui hanno partecipato diversi paesi dell’America Latina, dell’Africa e dell’Asia. In questo modo è stata segnata una presenza che è stata riconosciuta con i patrocini della regione, del comune e del consolato Peruviano. Mi dedico alla diffusione e alla promozione dell’arte come lingua universale e integratrice delle nazioni. Qui a Torino questo lavoro è molto favorevole, poiché le condizioni socioculturali e la storia locale dimostrano le buone politiche di integrazione degli immigrati generate in questa bella città del nord Europa.

Qual è il tuo rapporto con il candidato sindaco e gli altri candidati in lista ?

Il mio rapporto è la linea che condivido con l’organizzazione politica, abbastanza progressista e umanista. Insieme al candidato sindaco formiamo questa grande squadra che presenta proposte e iniziative per realizzare una città più inclusiva e diversificata, ma integrata.

Quali sono le tue principali proposte ?

Le mie principali proposte sono di sviluppare un dettagliato piano di integrazione culturale per ciascuna delle comunità di immigrati e poi implementarli attraverso diversi settori sociali come la scuola, lo sport, l’arte e la gastronomia, principalmente.

Allo stesso modo, intendiamo promuovere centri di studio alternativi per immigrati affinché possano integrarsi in modo naturale con i propri cittadini.

Quale messaggio offrite ai migranti che arrivano nelle varie città del mondo ?

Che rispettino le regole, le abitudini e la cultura della città che li accoglie, che rispettino le sue autorità e che identifichino ciascuno dei ministeri in modo che comprendano meglio la loro situazione nei confronti dello Stato ospitante. E molto importante che guidino la loro permanenza verso l’integrazione in modo che possano diventare cittadini proattivi per lo sviluppo, in questo modo l’immigrato, la sua comunità nativa, le altre comunità e la società vinceranno in modo integrale.

Interessante, prospettiva per un latino che intende contribuire al miglioramento della qualità della vita dei cittadini in Europa.

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